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giovedì 14 novembre 2019

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I roccoli


Esempi comunque significativi di un modello di vita e di un certo tipo di economia di sussistenza sono i “roccoli”, oggi giustamente vietati.
Erano degli appostamenti per la cattura con le reti degli uccelli, reti che venivano abilmente occultate in gallerie circolari formate da alberi opportunamente sagomati e posti su alture lungo le linee di migrazione dei volatili.
Su un punto del cerchio veniva eretto il “casino”, costruzione alta e snella a due piani: quello superiore per le operazioni di avvistamento e di cattura degli uccelli e quello inferiore per riporre gli uccelli da richiamo o addirittura per pernottarvi al fine di essere pronti di buonora.
Gli uccelli migratori richiamati dai “colleghi” della stessa specie rinchiusi in gabbiette nonché legati a terra (zimbelli) sì da sembrare liberi, si posavano sugli alberi posti all’interno del cerchio e quindi, spaventati dal lancio di forcelle triangolari formate da vimini intrecciati (“strambai”) e da fischi che simulavano i falchi predatori, tentavano la fuga lanciandosi in basso verso l’esterno ed incappando così nelle reti.
Questi “casini” permangono ancora; notevoli quelli delle grandi famiglie signorili dei Nichesola, dei Carlotti, dei Zuccalmaglio sulle alture di Ceredello e dei Cimi.

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