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sabato 23 marzo 2019

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Il dopoguerra


Panoramica della piana di Caprino con il lago di Garda sullo sfondo
Panoramica della piana di Caprino con il lago di Garda sullo sfondo


Il dopoguerra risente della grave crisi nazionale ed un massiccio esodo di popolazione interessa soprattutto la fascia collinare più alta e più povera. Gli effetti più evidenti sono: l’abbandono dell’agricoltura, specie nella zona più alta, lo spopolamento di alcune contrade; lo spostamento, anche pendolare, verso i grossi centri della pianura.
Risalgono a questo periodo tuttavia anche una serie di opere: nel 1952 gli uffici comunali trovano sistemazione in Palazzo Carlotti, l’anno successivo l’Ospedale Civile di Caprino diventa una realtà; nel 1955 si costruisce il Cinema Teatro Nuovo, nel 1957 la ferrovia viene sostituita dagli autobus; nel 1959 si costruisce la nuova scuola media “mons. Luigi Gaiter”.
Negli anni ‘60 nascono gli edifici scolastici di Pesina e di Pazzon; nel 1972 Villa Spada diventa “Casa di Riposo per anziani”, nello stesso anno prende vita la Biblioteca comunale.
Negli anni ‘70 e ‘80 Caprino non conosce comunque, come i paesi limitrofi, né processi di industrializzazione veloce (tramutatisi in seguito in altrettanto veloci crisi produttive), né fenomeni di massiccio sviluppo commerciale.
La sua amena posizione nella vallata e la sua più antica tradizione gli permettono invece di continuare ad essere un centro di servizi sovracomunali, una splendida zona residenziale ed un centro turistico, da valorizzare, che ha enormi possibilità di sviluppo autonomo.

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