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Caprino Città d'Arte
 
sabato 23 marzo 2019

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L’invasione napoleonica e il dominio austriaco


Il 31 maggio 1796, le truppe di Napoleone Bonaparte, inseguendo gli Austriaci, giungono nella valle di Caprino: il leone di Venezia è così abbattuto dalle truppe francesi che, dopo la battaglia di Rivoli (14-15 gennaio 1797, combattuta nella nostra zona) domineranno con alterne vicende sull’intera vallata. Le riforme amministrative di Napoleone faranno scomparire le quattro comunità di Caprino, Ceredello, Lubiara e Pesina già nel luglio del 1801, facendo diventare Caprino il centro amministrativo e giuridico del territorio e, con la successiva riforma del giugno 1805, addirittura capo di un Cantone che comprende anche Ferrara di monte Baldo, Rivoli, Brentino, Belluno Veronese, Lazise, Bardolino, Garda, Torri del Benaco, Castelletto, Brenzone e Malcesine.
Dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo ed il successivo Congresso di Vienna (1815), al giogo francese succede quello austriaco con un regime che, sebbene poliziesco, favorisce la rinascita economica.
Nelle lotte per l’Unità d’Italia i Valligiani non si mostrano secondi a nessuno. La I Guerra d’Indipendenza (1848-49) si svolge anche sulle pendici del Baldo, con decisa partecipazione patriottica della popolazione. Alla II Guerra d’Indipendenza (1859) i volontari caprinesi sono sei. Altrettanti partecipano alla Spedizione dei mille (1860) e alla III Guerra d’Indipendenza (1866). Unica vittima il garibaldino Giuseppe Rota. Il 21-22 ottobre 1866 nella Sala della Canonica ha luogo il Plebiscito che sancisce l’unione del Veneto e quindi del territorio veronese e della nostra zona al nuovo Stato Italiano. Il passaggio all’Italia da poco unificata non produce comunque gli effetti sperati, ma anzi accentua una crisi già in atto che porterà parte della popolazione ad emigrare verso la Germania, il Belgio ed infine le Americhe alla ricerca di nuovi sbocchi occupazionali (ed ancor oggi esistono intere “comunità” di ex-caprinesi nelle Americhe).

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